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(cs Dire) Non vogliamo più morire

C.S. da D.i.Re, 21/09/17 – Non vogliamo più morire. Ascoltate le donne e i Centri Antiviolenza

La Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha respinto e giudicato inammissibile il ricorso del Governo Italiano contro la condanna del marzo scorso per il caso di Elisaveta Talpis. È un caso che fa storia e di grande rilevanza giuridica e politica.
Nel marzo scorso la Corte aveva condannato l’Italia per non aver agito adeguatamente nel proteggere una donna e il figlio dalla violenza del marito, che alla fine aveva ucciso il ragazzo e tentato di assassinare la moglie. A ricorrere a Strasburgo, nel 2014, era stata proprio Elisaveta Talpis che, prima della tragedia, aveva denunciato invano le violenze del marito. La Corte ha riconosciuto che Elisaveta Talpis è stata oggetto di discriminazione in quanto donna e che la sua denuncia è stata sottovalutata. A presentare il ricorso a nome di Elisaveta Talpis era stata nel 2014 l’avvocata Titti Carrano, Presidente di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Associazione che raccoglie 80 Centri Antiviolenza in tutta Italia, con l’avvocata Sara Menichetti. “La sentenza è definitiva – dichiara l’avvocata Titti Carrano – e ha una rilevanza enorme anche perché cade in un momento in cui in Italia accadono numerose e efferate violenze sulle donne e femminicidi. Invece di ricorrere contro la sentenza della Corte il nostro Governo avrebbe dovuto assumersi le responsabilità del caso e correggendo un sistema di protezione che è evidentemente inadeguato come la governance del Piano Nazionale antiviolenza. Questa sentenza mette il nostro Governo di fronte alla necessità di riconoscere questa inadeguatezza e rimediare”.
Il Governo italiano ha un comportamento ambiguo, ha dichiarato ancora l’avvocata Titti Carrano: “Da una parte a parole dichiara di combattere la violenza sulle donne e la ritiene inaccettabile, ma poi ha presentato ricorso per un riesame alla Grande Camera sulla sentenza Talpis, quasi rivendicando come corrette proprio quelle azioni che sono state condannate dalla Corte e hanno avuto un esito tragico”.
L’attuale Piano Nazionale contro la violenza ancora una volta considera i Centri Antiviolenza meri esecutori, disconoscendo la loro esperienza, saperi, capacità di scelta e operatività. Le donne che vogliono uscire dalla violenza e salvarsi la vita e si rivolgono alle forze dell’ordine, alla magistratura, ai servizi sociali, troppo spesso sono inascoltate e vanno incontro a nuove violenze e alla morte. Nei Centri Antiviolenza nessuna viene lasciata sola. È fondamentale che i Centri siano riconosciuti come cardine del sistema che combatte la violenza maschile nella prevenzione e nella protezione.
La sentenza di Strasburgo dimostra che questo Governo è molto lontano dalla volontà di entrare nel merito del fenomeno strutturale della violenza maschile sulle donne, e del resto neppure una parola è stata spesa da Palazzo Chigi in questi giorni di grande allarme dell’opinione pubblica per stupri e femminicidi, gli ultimi due particolarmente atroci perché hanno trovato la morte due ragazzine, Noemi Durini e Nicolina Pacini, nonostante la famiglia avesse cercato di salvarle denunciando la violenza e la persecuzione da parte di chi poi le ha assassinate.
La Presidente della Camera Laura Boldrini, invece, dimostra il suo impegno costante contro la violenza sulle donne, sollecitando azioni efficaci. Nonostante lei stessa sia oggetto di violenza, minacce e misoginia, Laura Boldrini rende visibile la straordinaria forza delle donne e la volontà di vincere con le altre questa battaglia.

(cs Dire) Noemi non doveva morire

C.S. da D.i.Re, 14/09/17 – Noemi non doveva morire

Noemi Durini, 16 anni, è stata uccisa a sassate da Lucio 17 anni, con cui aveva una relazione violenta. I genitori di Noemi sapevano che la figlia rischiava la vita, avevano denunciato l’assassino e chiesto aiuto, ma non era stato preso alcun provvedimento cautelare. È l’ennesima volta che una tragedia avrebbe potuto essere evitata se magistrati e forze dell’ordine non avessero sottovalutato il rischio, avessero agito tempestivamente con gli strumenti che la legge consente e prevede.
La giovane età della vittima e del carnefice, come quella dei minorenni che hanno confessato l’atroce stupro di Rimini, rappresenta un ulteriore elemento di gravità e di allarme. Significa che la cultura di violenza e prevaricazione viene ereditata dalle nuove generazioni di maschi, che le giovani donne intrappolate nella violenza non sanno come uscirne, e sentono di non potersi difendere, di non potersi appellare alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni.
Oggi i giornali scrivono che la violenza maschile contro le donne è un’emergenza, ma i Centri Antiviolenza, le femministe, le attiviste ripetono da molti anni che così non è. La violenza maschile è un elemento costitutivo della nostra cultura e organizzazione sociale, radicata nella storia centenaria del nostro paese. Riguarda quello che uomini senza distinzione di etnia, religione, appartenenza, ceto sociale ed età credono sia loro diritto di fare alle donne, sostenuti dall’impunità e dalla complicità generale.
E, se sull’ emergenza si vuole discutere, perché quando arriva una denuncia sul tavolo di un magistrato o alla stazione di polizia non si agisce immediatamente per mettere in salvo la donna che chiede l’aiuto cui ha diritto?
Il Governo faccia sentire la sua voce, si provi vergogna delle vuote promesse e degli annunci di buone intenzioni. Invece di pubblicare cronache scandalistiche o opache i giornali e i media spendano finalmente tutto il loro potere e la loro influenza per pretendere subito finanziamenti adeguati, azioni efficaci, coordinate, prolungate nel tempo, concordate con i Centri Antiviolenza.

Ass. Belluno-DONNA e Gruppo “Creare per conoscerci”

Insieme per Belluno-DONNA’ è il progetto ideato dal gruppo di una decina di ragazzi del Servizio Civile Nazionale che operano per anno 2016/2017 presso alcuni servizi dei vari comuni dell’Unione montana feltrina, per la giornata del prossimo 10 settembre 2017 a Feltre. In occasione della “Fiera dell’oggetto ritrovato“, l’ass. Belluno-DONNA, presente in Piazza Maggiore a Feltre, affiancherà l’iniziativa del gruppo dei civilini, a suo favore. L’attività di sostegno consisterà nel mercatino di libri usati, il cui ricavato verrà interamente devoluto alla stessa, e per mezzo di letture sul tema della violenza.

Lettori: Elena Tormen, Caterina Prade, Nanni Dorigo

e i ragazzi del SCN ‘Creare per conoscersi’ che hanno ideato il progetto ‘Insieme per Belluno-DONNA’, che leggeranno: Marina Monego, Chiara D’incau, Selene Costa, Valentina Decet, Mariantonia Zanetti, Gilla Mancosu, Ilari Cavallari, Melissa Solagna, Francesco Barioli.

Venite a trovarci e ad ascoltarci!

Incontro con aspiranti socie

Abbiamo fissato per mercoledì 13 settembre 2017, dalle ore 18, a Ponte nelle Alpi un incontro con donne che hanno manifestato interesse particolare per la nostra associazione, e che, speriamo, potrebbero diventare socie attive. La nostra non è una associazione in cui basta solo pagare una quota annua e null’altro è chiesto, vanno anche condivisi i metodi e gli obiettivi e sapere come lavoriamo, cosa facciamo, cosa è realmente la violenza alle donne, eccetera. L’incontro è solo conoscitivo reciprocamente, non vincolante. Calcolate almeno un paio d’ore di tempo. Chi è interessata, risponda all’email ricevuta (o scriva a info@bellunodonna.it).

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