Belluno-DONNA, Respect Equality e LesMagots insieme per il 25 novembre 2017L’iniziativa messa in campo da Belluno-DONNA per il 25 novembre a Palazzo Fulcis, Belluno, ha avuto un contenuto un po’ diverso dalle consuete celebrazioni.
Socie e ragazze di Respect Equality hanno proposto infatti un momento di riflessione teso a raccontare l’essere donna nella prima metà del Novecento italiano.

Grazie alle suggestioni canore del gruppo LesMagots, nel corso della serata si sono alternate, alle canzoni che tutti ricordiamo “Parlami d’amore Mariù”, “Maramao”, “Mille lire al mese”, “Ma le gambe” e tante altre, notizie storiche relative al periodo di uscita della canzone.
Da un lato quindi, l’evasione della musica leggera, dall’altro la realtà del fascismo, della guerra e di un dopoguerra dove tutto era da ricostruire.

Non abbiamo voluto, in questa giornata, parlare di violenza in modo esplicito, ma far emergere l’asimmetria di potere che impregnava la vita quotidiana; all’interno della famiglia così come nella vita pubblica le donne erano oggetto di molta attenzione politica ma, di contro, avevano poca possibilità decisionale in tutti gli ambiti.

Le contraddizioni erano tantissime, basti pensare che il Duce, nonostante promuovesse un’idea di donna come Sposa e madre esemplare, dedita ai figli e alla casa (Donna Rachele ne era un valido esempio), aveva un’amante e una figlia, Edda Ciano, magra, dinamica e per nulla sottomessa.

Il matrimonio era ancora considerato il mezzo per integrarsi nella società per le donne, passando dallo status sociale e giuridico di figlia a quello di sposa e madre.
Il mercato del lavoro infatti, era spesso precluso a quante si sposavano e per indurre le donne a rimanere a casa a crescere i figli (molti, sani e cristiani), sono emessi precisi provvedimenti discriminatori nei confronti del professionismo femminile.

Diverse generazioni di donne crescono e attraversano la storia in questo periodo, leggendolo con occhi diversi, a seconda delle loro attitudini e in base a ciò che si richiedeva loro di essere.

Ad alcune di queste donne abbiamo dato voce sabato 25 novembre, leggendo le lettere che scrivevano al Duce, o quelle che vent’anni più tardi, con contenuto molto diverso, consegnavano alla rubrica di Donna Letizia1.
Altre sono state richiamate alla memoria, Margherita Sarfatti2 e Ines Donati3 per esempio; altre ancora sono state raccontate attraverso le canzoni, nell’intento di descrivere nella maniera più corale possibile, quasi si trattasse di una eterogenea foto di gruppo, le loro individualità.

Francesca Endrighetti

1 Donna Letizia è lo pseudonimo scelto da Colette Rosselli (1911 – 1966), scrittrice, artista e Signora del bon ton a partire dagli anni sessanta. Famosa la sua rubrica “Il Saper vivere” pubblicata prima su Grazia e poi su Gente.

2 Margherita Sarfatti (1880 – 1961), scrittrice e critica d’arte. Tra le sue opere: “Dux”, biografia di Benito Mussolini di cui fu per un periodo amante.

3 Ines Donati (1900 – 1924) attivista italiana e fascista della prima ora, fu una delle poche donne che parteciparono alla Marcia su Roma del 1922.