Dal comunicato di D.i.Re del 19/07/11:

UNO DOPO L’ALTRO CHIUDONO I CENTRI ANTIVIOLENZA
NELL’INDIFFERENZA TOTALE DI ISTITUZIONI E MASS MEDIA NAZIONALI

A MESSINA
… dove le feste e le sottoscrizioni non bastano più a colmare un sistema  in cui gli enti locali sono ormai bloccati e non finanziano più niente a nessuno, e dove le donne violentate e maltrattate vengono considerate secondarie rispetto a altri problemi  presenti nel territorio.
A BELLUNO
… dove non esiste una legge per i centri antiviolenza e dove anche la casa rifugio è stata chiusa e dove i progetti per i bambini vengono finanziati da privati.
A CATANIA
… dove ormai si vive alla giornata in quanto gli enti locali fanno finta di non riconoscere il problema, e dove già nel 2007 è stata chiusa la casa rifugio.
A ROMA
… dove il Centro Lisa non ha più i soldi per pagare l’affitto ed è sotto sfratto perché l’Ater non riconosce lo scopo sociale della onlus e quindi non dà la possibilità di riduzione del canone malgrado la tipologia di lavoro che viene svolto.
A COSENZA
… dove l’anno scorso è già stata chiusa la casa rifugio e dove si attende l’esito del bando regionale che è stato presentato dopo un periodo di assenza totale di qualsiasi sostegno pubblico.
A GORIZIA
… dove i finanziamenti sono stati drasticamente tagliati.

Per questo chiediamo alle Istituzioni e alla Ministra Mara Carfagna che fine ha fatto il Piano Nazionale contro la violenza di genere e soprattutto dove sono i 18 milioni di euro di stanziamento che dovevano essere redistribuiti sul territorio nazionale e gestiti da parte del Ministero delle Pari Opportunità, e chiediamo ai media nazionali di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che tra non molto le donne che hanno subito violenza o che per anni hanno subito maltrattamenti, violenze psicologiche, economiche e vessazioni, non avranno nessun sostegno, né psicologico né legale, e nessuna possibilità di recupero in un Paese che non ritiene necessario il servizio e l’esistenza dei centri antiviolenza.

Dr.ssa Alessandra Bagnara
Presidente D.i.Re (Donne in rete contro la violenza)

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